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Lasciare - essere lasciati.

  • marikaduranti
  • 28 feb 2022
  • Tempo di lettura: 1 min

Lasciare un lavoro, una relazione, un amico, un oggetto, abbandonare un’idea, un pensiero, un progetto sono azioni collegate tra loro che risultano direttamente collegate con l’essere lasciati.


Ogni lasciata viene dalla mente paragonata a un vero e proprio abbandono, rievocando le modalità con cui avvenivano i momenti di separazione nel passato con le figure genitoriali. Più queste separazioni sono state dolore, forzate, nette e accompagnate da sentimenti negativi di vuoto, tristezza, dolore, più da grandi sarà difficile lasciare e ancora più doloroso essere lasciato. Ogni lasciata ci riporterà lì, alla nostra separazione target di riferimento.


Quando una relazione finisce le fasi che entrambe le persone si trovano a vivere sono uguali alle fasi che accompagnano l’elaborazione di un lutto. Così come la morte di qualcuno, anche la separazione è vissuta come un lutto perché in un certo modo perdiamo qualcosa, oltre alla persona perdiamo anche il ruolo che personalmente rivestivamo nella relazione a due. Perdendo l’altro perdiamo anche i “vecchi noi”.

Come imparare allora a lasciare pacificamente e a essere lasciati senza vivere meccanismi di dipendenza? La chiave è ancora una volta lavorare su se stessi, sperimentare una relazione differente, come quella con un terapeuta, permetterà di creare un attaccamento sano e una relazione nella quale c’è la possibilità della perdita e del saluto che non devono essere necessariamente vissuti come fini ma come possibilità di nuovi inizi, di nuovi noi.



Per approfondire

Nello specifico le fasi del lutto sono le seguenti:

  1. Fase della Negazione (o del Rifiuto);

  2. Fase della Rabbia;

  3. Stadio della Contrattazione (o del Patteggiamento);

  4. Fase della Depressione;

  5. Fase dell’Accettazione.



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