top of page

Ansia ad alto funzionamento: perché sembrare “bravi” non significa stare bene

marikaduranti
26 gen
Tempo di lettura: 2 min


C’è un tipo di ansia che passa spesso inosservata. Non fa rumore, non blocca, non manda in tilt. Anzi: funziona. È l’ansia di chi arriva puntuale, rispetta le scadenze, tiene tutto sotto controllo. Di chi viene descritto come affidabile, brillante, forte. Di chi, fuori, sembra stare benissimo e dentro, invece, è sempre in allerta.


In clinica viene chiamata ansia ad alto funzionamento. Non è una diagnosi formale, ma è una condizione psicologica molto diffusa e spesso sottovalutata. Chi vive questo tipo di ansia raramente chiede aiuto subito. Perché dovrebbe? Lavora, studia, porta avanti relazioni, “ce la fa”. Il problema è il costo interno:

  • una mente che non si spegne mai;

  • la sensazione costante di dover fare di più, meglio, prima;

  • difficoltà a rilassarsi senza sentirsi in colpa;

  • paura di deludere, sbagliare, perdere il controllo.


Questa appena descritta non è l’ansia che paralizza, è l’ansia che spinge, ma spinge senza sosta. Molte persone con ansia ad alto funzionamento hanno costruito la propria identità sull’efficienza e spesso sono pervasi dal pensiero "se mi fermo crolla tutto". Essere bravi non è solo un comportamento: è una strategia di sicurezza. Spesso alla base c’è una convinzione profonda, raramente messa in discussione: valgo se funziono, se produco, se non creo problemi, se non rallento. Il rischio? Che il benessere venga rimandato a un momento che non arriva mai.


C’è una narrazione culturale che confonde l’ansia ad alto funzionamento con la forza di carattere. Ma tenere tutto sotto controllo non è sempre resilienza. A volte è una risposta appresa, un modo per sentirsi al sicuro in un mondo percepito come imprevedibile. Il corpo, però, presenta il conto: tensioni croniche, insonnia, irritabilità, stanchezza emotiva. E spesso una domanda silenziosa: “Possibile che non riesca mai a sentirmi davvero tranquillo?”


Il lavoro terapeutico non consiste nel “togliere” la competenza o l’impegno, consiste nel separare il valore personale dalla performance per creare spazi in cui non sia necessario dimostrare nulla. Anche chi sembra forte ha diritto alla fatica. Sembrare bravi può aiutare a stare in piedi, ma stare bene è un’altra cosa. E a volte, il primo passo, è concedersi di dirlo ad alta voce:“Funziono. Ma non sto bene.”

Commenti


bottom of page